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Discussioni => Cure e Medicine - Domande => Topic aperto da: Skianta - Agosto 29, 2008, 23:16:06 Ven

Titolo: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Agosto 29, 2008, 23:16:06 Ven
La Ch come tutti sapete è un serio problema.

Della CH come tutti sapete non si conosce ne una  cura definitiva ne l'origine.

Della CH come tutti sapete la medicina riesce a fare poco, solo a tamponarla un pochino e spesso a peggiorarla.

Ciò premeso, io sono alla ricerca di tante cose nella vita, e non solo della soluzione per la CH; in questo percorso mi sono imbattuto negli ultimi anni nella psicologia froidiana (perdente per nella sua origine complessa; le soluzioni sono semplici, non complesse), nella meditazione (potentissima se applicata) e attualmente nella programmazione neuro linguistica (un incrocio tra le conoscenze della psicologia occidentale e delle filosofie orientali),ma uno strumento che sembra essere molto efficace per cambiare e migliorarsi.

In questo percorso ho avuto la conferma rispetto a delle tesi sulle quali mi ero confrontato sulla base delle mie esperienze di vita. Ad esempio, cito il rapporto biunivoco tra pensiero e biochimica celebrale, pensiero che può dare origine a mutazioni biochimiche, che vanno in memoria ipotalamica e che generano patologie. Un facile esempio pratico è la depressione di cui ho avuto parecchia esperienza a causa delle prooblematiche che ho avuto e che ho male affrontato durante la mia vita. Depressione che può essere generata da una cattiva gestione dei nostri pensieri.

Un approcci analogo, credo, anche se posso anche sbagliarmi, che si possa verificare con la CH. Si sa benissimo che la CH è una alterazione, malfunzionameno della biochimica celebrale; pertanto può essere influenzata, nel bene e nel male dalla gestione del pensiero.

Mi viene davvero molto difficile spiegare in un post quello che vorrei comunicare, pertanto mi attengo e mi soffermo solo su due piccoli punti che possono essere d'aiuto a tutti.

1) La gestione del pensiero (sia consapevoe che inconsapevole è molto difficile). Mentre si parla, mentre si legge, mentre si studia, in sottofondo nella mente umana viaggiano altri pensieri, altri pensieri che interagiscono biochimicamente nel nostro cervello. (a volte mentre leggi, non capisci quello che leggi, e devi rileggere; il motivo è perchè sei stato catturato inconsapevolmente da altri pensieri e non eri attento e concentrato su ciò che leggevi). Quello che può esserci di aiuto per esserne padroni della nostra mente è la consapevolezza. La consapevolezza è possibile alimentarla con la meditazione (questa è il primo messaggio che desidero condividere con Voi).

2)Noi abbiamo un problema: la CH. La regola che Vi trasmetto però vale per qualsiasi problema, non solo per la CH percè si tratta del modo di funzionare della nostra mente, spesso ancora incompreso per molti. Pensare ad un problema lo alimenta. Pensare alla CH la alimenta.  La CH ti rende infelice perchè ti fa soffrire molto. Se continui a pensarci alimenti l'infelicità e gli attacchi. E' fondamentale pensarci e soffrirne solo durante gli attacchi. Poi basta (facile a dirsi ma non a farsi). E' importante fare finta di non avere la CH, vivendola come una parentesi nella vita. Soffro ed apro la parentesi , finisce l'attacco e chiudo la parentesi. Facendo finta che nulla sia accaduto. Diversamente influenzo la biochimica e genero più attacchi di quanti ne avrei avuti se non ci avessi pensato.


Io Vi dico queste cose, non perchè abbia imparato a farle, ma perchè comincio a rendermi conto di esserci cascato spesso in questo tranello della mente. La conferma riesce a darmela il ventre ed il cuore, perche se uso la mente mi porta fuori strada.

Non voglio assolutamente dirvi cosa dovete fare, non me la sento, ma tento di risvegliare in voi qualcosa che può essersi sopito e  che la vita che viviamo ha soffocato, ma che esiste da quando eravate bambini.

Non voglio assolutamente avere ragione, ma solo tentare di solleticare aspetti che nella Ch , dai neurologi, non vengono mai considerati e che forse possono esserci di aiuto.

Con questo post, mi espongo, ma me ne fotto, perhè Vi voglio bene e se anche una sola persona ne ricevesse aiuto o spunto di miglioramento, penso ne sia valsa la pena.  Se invece 100 persone pensassero che sia pazzo, me ne strabatto il c.azzo  ;D ;D ;D ;D ;D ;D ;D



Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Romina - Agosto 29, 2008, 23:26:58 Ven
come sei vulgaire, vulgaire  ;D

Io condivido.

Di solito quando faccio yoga e dunque meditazione mi sento bene e non ho episodi di CH...

Al momento sto leggendo un libro sulle tesi di Alexander (essenzialmente sulla postura)... mi ha colpito quando dice che bisogna pensare sempre al momento presente, all'atto che si compie adesso, e mai a quello che si compierà e ancor meno all'azione compiuta... Spiega che è una cosa importante per la postura, etc.. E credo che ha centrato.. è cosi anche per la CH....bisogna pensarci a lei quando c'è ma possibilmente far finta che non c'è, o meglio sdramatizzarla...e quando passa... dimenticarla...

Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Agosto 29, 2008, 23:39:02 Ven
Romina, se ti affascina la meditazione, immergiti negli insegnamenti di Osho Rainesh.

L'occidentale, mediamete, vive nel passato, non nel presente. Chi è capace di cambiare il passato si faccia avanti e mi insegni come fare. Altrimenti prenda atto della reaaltà. Si deve vivere nel presente, per delle prospettive future, ma senza aspettative, perchè se vengono meno scatta la delusione.

Se si riesce a vivere nel presente, godendo di quello che abbiamo, si gode tutta la vita.

Io non ho ancora imparato a farlo, ma non ci rinuncio!  ;)

Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Romina - Agosto 29, 2008, 23:58:32 Ven
io proprio non ci riuscirò mai... il passato alla fine fa parte di noi.. come può uno liberarsene?
sicuramente gli insegnamenti orientali insegnano tanto.. a settembre riprendo yoga, è già un buon inizio...
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Agosto 30, 2008, 00:08:51 Sab
Sbagliato dolcezza, devi progredire.

I limiti che abbiamo sono quelli che ci comunica la nostra mente. Se dici in non ci riuscirò  mai, stai certa che non ce la farai, meglio rinunciarci che dire queste cose.

Lasciati aperta ogni strada, credi e confida in te, non porti stupidi limiti, ed arriverai ovunque lo desidererai, con perseveranza e volontà.

Il passato, non è parte di noi! Il passato è passato, nulla puoi farci per mutarlo, se non imparare qualcosa da mutare nel presente per miglioraarti il futuro.

Non fare Yoga, leggiti Osho, t'insegnerà sulla tua pelle la verità dell'esistenza. Purtroppo noi veniamo programmati male in occidente, per finalizzare la manipolazione che vogliono farci i potenti, quelli della casta Europea; non farti fottere dal sistema, confida in te stessa.
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Lapo da Bianello - Agosto 30, 2008, 02:03:15 Sab
Finalmente un campo nel quale mi sento a mio agio...

Carissimi,
mi sento abbastanza affine a te Skianta, per quanto forse suggerirei di non sprecare energia mentale in teorie cospirazioniste che condivido, ma che vere o no non è dato sapersi quindi...
però, Romina, sul discorso della circolarità del tempo (questione presente - passato) so che è difficile però Skianta coglie nel segno: un legame sclerotizzato col passato non fa altro che obbligare a giudicare il presente con unità di misura stabilite su un passato inevitabilmente inferiore alle aspettative attuali, quindi naturalmente insoddisfacente.
Da cui quel senso di colpa che si sa essere un'ottimo strumento "educativo" di terrorismo psicologico attraverso cui si viene condizionati a livello macro dalla società e a livello micro dai genitori... e se il lavoro è svolto a regola d'arte... perfino da noi stessi.

Consapevolezza... che grande parola... io ci credo... è la chiave...
tra l'altro molti di noi concordano sul fatto che la ch peggiora quando ci sembra di aver capito qualcosa in più di lei, oppure con l'accanimento terapeutico...
siamo quasi sicuri che ci divori fino ad un attimo prima della morte per lasciarci esausti in un labirinto di incertezza, di impotenza...
beh è normale, si difende... è per questo che sostengo che è il nostro stesso istinto di conservazione che la protegge...

Ovviamente mi assumo la responsabilità di quello che scrivo, ma credo che non si arrivi da nessuna parte senza capire l'importanza di questo dualismo.




Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: casper60 - Agosto 30, 2008, 11:51:57 Sab
io sono d'accordo che il passato è passato e non torna, dissento sul dimenticarlo, se lo dimentichiamo continueremo a ripetere gli errori fatti e ciò è stupido.
L'occidentale, mediamete, vive nel passato, non nel presente.

su questa affermazione dissento, secondo me l'occidentale vive mediamente nel futuro .
Concordo appieno sulla filosofia di vivere il presente, è difficile riuscirci ma è a parere mio la cosa migliore.

In riguardo alla depressione, penso che i depressi siano persone che prendono coscenza della propria stupidità.
La stupidità colpisce tutti, chi piu chi meno, ma nessuno afferma di esserlo.
Il depresso si, ne prende coscenza, perde l'autostima e cade nella depressione.
L'ho buttata un pò li , probabilmente poco cvhiara ma ci sarebbe da discutere per delle notti.....

casper ;)
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Gabriele85 - Agosto 30, 2008, 14:22:09 Sab

2)Noi abbiamo un problema: la CH. La regola che Vi trasmetto però vale per qualsiasi problema, non solo per la CH percè si tratta del modo di funzionare della nostra mente, spesso ancora incompreso per molti. Pensare ad un problema lo alimenta. Pensare alla CH la alimenta.  La CH ti rende infelice perchè ti fa soffrire molto. Se continui a pensarci alimenti l'infelicità e gli attacchi. E' fondamentale pensarci e soffrirne solo durante gli attacchi. Poi basta (facile a dirsi ma non a farsi). E' importante fare finta di non avere la CH, vivendola come una parentesi nella vita. Soffro ed apro la parentesi , finisce l'attacco e chiudo la parentesi. Facendo finta che nulla sia accaduto. Diversamente influenzo la biochimica e genero più attacchi di quanti ne avrei avuti se non ci avessi pensato.




Caro Davide personalmente mi trovo molto d'accordo con te su QUESTO aspetto in tutto e per tutto, purtroppo il limite di questa cosa è, come giustamente hai osservato, che non è di facile realizzazione!!! Ecco il perchè diventa importante vivere alla giornata ma siamo sempre lì, non è facile (immagino soprattutto per i cronici  :( )
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: matteo79 - Agosto 30, 2008, 17:35:28 Sab
Ciao Skianta, mi piace quello che hai detto, anche io ho vissuto un periodo di depressione, abbandonato a me stesso. Non c'è stata una causa scatenante, una causa palese ben precisa, forse inconsapevolmente attorno a me era successo qualche cosa ed io internamente lo metabolizzata "male" con un'annetto, due di depressione (ahhhhh, che brutta bestia, se penso al tempo che mi sono fregato nella vita!!!) C sarebbe voluto un'amico, ma non ne avevo, chissà!!! forse sarà questo, che i miei amici più stretti erano andati via!!
Cmq, è stato brutto, poi cmq mi sono ripreso e mi sono reso conto, ammettendolo a me stesso che la depressione mi aveva assalito ed io....c avevo dormito su!! Che rabbia.
Io sarei interessato ad Osho, alla meditazione, anche perchè da quello che ho capito agisce anche contro la ch.
...è vero ,il passato è nulla, è andato, non fissiamoci su quello che è stato, ma restiamo sintonizzati su quello che è, quello che sarà...non sta ai nostri pensieri!!
Ciao
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Agosto 30, 2008, 22:56:23 Sab
Attento, Matteo non vorrei essermi spiegato male. Non è che OSHO faccia passare la CH.

Quando io ho cominciato ero in un periodo della mia vita decisamente drammatico, e la CH era solo una piccola componente del problema.

Facendo meditazione, leggendo osho e tentando di seguire i suoi insegnamenti, sono riuscito a migliorare molte cose.

Prima di tutto ho ripreso a dormire, poi ho smesso di avere tutta la rabbia che mi apparteneva, ero come un vulcano e la rabbia anzichè esternarla probabilmente si rivoltava contro me stesso.

Comunque è molto difficile spiegare queste cose, ma se sei interessato puoi chiamarmi e ti posso dire quello che ho fatto io.




Ciao Skianta, mi piace quello che hai detto, anche io ho vissuto un periodo di depressione, abbandonato a me stesso. Non c'è stata una causa scatenante, una causa palese ben precisa, forse inconsapevolmente attorno a me era successo qualche cosa ed io internamente lo metabolizzata "male" con un'annetto, due di depressione (ahhhhh, che brutta bestia, se penso al tempo che mi sono fregato nella vita!!!) C sarebbe voluto un'amico, ma non ne avevo, chissà!!! forse sarà questo, che i miei amici più stretti erano andati via!!
Cmq, è stato brutto, poi cmq mi sono ripreso e mi sono reso conto, ammettendolo a me stesso che la depressione mi aveva assalito ed io....c avevo dormito su!! Che rabbia.
Io sarei interessato ad Osho, alla meditazione, anche perchè da quello che ho capito agisce anche contro la ch.
...è vero ,il passato è nulla, è andato, non fissiamoci su quello che è stato, ma restiamo sintonizzati su quello che è, quello che sarà...non sta ai nostri pensieri!!
Ciao

Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: jude - Agosto 31, 2008, 12:32:44 Dom

Se si riesce a vivere nel presente, godendo di quello che abbiamo, si gode tutta la vita.


Stamattina guardavo una puntata di "Sex and the city" e parlavano proprio di questo. Carrie ha un insegnante Zen che le dice di vivere nel presente. Alla fine della puntata, la frase di Carrie è stata: "Il mio insegnante Zen ovviamente è morto povero e single!"

e mi ha fatto ridere ripensando a questa discussione letta proprio ieri sera...

Non voglio sminuire l'argomento!!!!
Io vivo assolutamente nel presente ma butto sempre un occhio al futuro. Senza questo non avrei ambizione, desideri, preoccupazioni....... non avrei niente.......
Rispetto alla ch, il discorso non cambia. Se ho un attacco e lo vivo, penso comunque che tra un'ora sarà finito..... mi aiuta pensare che finirà...... se non lo pensassi probabilmente aprirei la finestra............... 
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Agosto 31, 2008, 15:42:55 Dom
Detto da una persona che riferisce di seguire le filosofie buddiste, mi lascia alquanto sorpreso.

Tu nella vita, cosa preferisci perseguire ovvero se persegui entrambe le cose quali pensi siano prioritarie:

Soldi o felicità?

Soldi o famiglia?

Immagina che tu non abbia la possibilità di averle entrambe, ma debba scelgliere. Quale scelta faresti?

Per quanto riguarda il futuro, si costruisce sempre restando nel presente.  Se t'immedesimi nel futuro, creandoti troppo prospettive ed aspettative, probabilmente raggiungi lo stato dell'insoddisfazione, perchè mediamente parando il futuro non è mai come te lo immagini.




Se si riesce a vivere nel presente, godendo di quello che abbiamo, si gode tutta la vita.


Stamattina guardavo una puntata di "Sex and the city" e parlavano proprio di questo. Carrie ha un insegnante Zen che le dice di vivere nel presente. Alla fine della puntata, la frase di Carrie è stata: "Il mio insegnante Zen ovviamente è morto povero e single!"

e mi ha fatto ridere ripensando a questa discussione letta proprio ieri sera...

Non voglio sminuire l'argomento!!!!
Io vivo assolutamente nel presente ma butto sempre un occhio al futuro. Senza questo non avrei ambizione, desideri, preoccupazioni....... non avrei niente.......
Rispetto alla ch, il discorso non cambia. Se ho un attacco e lo vivo, penso comunque che tra un'ora sarà finito..... mi aiuta pensare che finirà...... se non lo pensassi probabilmente aprirei la finestra............... 
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: jude - Agosto 31, 2008, 16:29:17 Dom
Detto da una persona che riferisce di seguire le filosofie buddiste, mi lascia alquanto sorpreso.

Tu nella vita, cosa preferisci perseguire ovvero se persegui entrambe le cose quali pensi siano prioritarie:

Soldi o felicità?

Soldi o famiglia?

Immagina che tu non abbia la possibilità di averle entrambe, ma debba scelgliere. Quale scelta faresti?

Per quanto riguarda il futuro, si costruisce sempre restando nel presente.  Se t'immedesimi nel futuro, creandoti troppo prospettive ed aspettative, probabilmente raggiungi lo stato dell'insoddisfazione, perchè mediamente parando il futuro non è mai come te lo immagini.


Considerando che esistono 84.000 tipi di buddismo, mi sembra di capire che quello che pratico io è diverso da quello/i che conosci tu...
Ti cito testualmente la 4° Preghiera Silenziosa: "Prego per poter manifestare la Buddità nella mia vita, per trasformare il karma negativo causato dalle mie offese alla Legge in questa vita e in quelle passate, e per realizzare i miei desideri nel presente e nel futuro."

Perchè mi chiedi "Soldi o... " famiglia e felicità? Nessuno al mondo ti risponderebbe Soldi, non trovi?! (in linea di principio, intendo)
Io ti rispondo che sempre si prega per la famiglia e sempre per la felicità propria e altrui. Alcune volte si prega per i soldi, per un viaggio, per un paio di scarpe, per un lavoro migliore... Almeno nel Buddismo del Sutra del Loto.

Comunque è un discorso lungo e tedioso per gli altri. Ti invito in separata sede e un giorno intero te lo dedico, giuro!!!!!!
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Ombry79 - Agosto 31, 2008, 18:54:23 Dom

Se si riesce a vivere nel presente, godendo di quello che abbiamo, si gode tutta la vita.


Stamattina guardavo una puntata di "Sex and the city" e parlavano proprio di questo. Carrie ha un insegnante Zen che le dice di vivere nel presente. Alla fine della puntata, la frase di Carrie è stata: "Il mio insegnante Zen ovviamente è morto povero e single!"

e mi ha fatto ridere ripensando a questa discussione letta proprio ieri sera...

Non voglio sminuire l'argomento!!!!
Io vivo assolutamente nel presente ma butto sempre un occhio al futuro. Senza questo non avrei ambizione, desideri, preoccupazioni....... non avrei niente.......
Rispetto alla ch, il discorso non cambia. Se ho un attacco e lo vivo, penso comunque che tra un'ora sarà finito..... mi aiuta pensare che finirà...... se non lo pensassi probabilmente aprirei la finestra............... 


Io non credo in nessun Dio, in nessuna religione.... (ne ho piene le tasche a riuscire a credere in me stessa ogni giorno) ma condivido il pensiero di Jude, se non pensassi al futuro la finestra sarebbe stata aperta tanto tempo fa...
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Agosto 31, 2008, 20:13:02 Dom

Perchè mi chiedi "Soldi o... " famiglia e felicità? Nessuno al mondo ti risponderebbe Soldi, non trovi?! (in linea di principio, intendo)


[/quote]

Semplice, perchè dici che ti ha fatto ridere quel programma in riferimento a questo post. Quello che citi è la morte dell'insegnante zen e citi che è morto povero e single............magari è morto felice!

Rispetto alla tua affermazione "Nessuno al mondo ti direbbe soldi", a mio avviso invece, molta gente direbbe soldi; molta gente è in continua caccia di soldi e di cose materiali................convinta che siano ciò che li farà stare bene ed essere felici.
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: matteo79 - Settembre 01, 2008, 14:22:40 Lun
Skianta, hai ragione, non è che Osho, la meditazione o chichesia facciano passare la ch, ma quella rabbia dentro che accomuna tanti di noi in questa cosa....è quello che vorrei riuscire a capire,a controllarla.
Cmq, spero che un giorno c incontriamo così ne parliamo da vicino se ti va.
Ok
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: DepeJo - Settembre 01, 2008, 15:05:23 Lun
Rispetto alla tua affermazione "Nessuno al mondo ti direbbe soldi", a mio avviso invece, molta gente direbbe soldi; molta gente è in continua caccia di soldi e di cose materiali................convinta che siano ciò che li farà stare bene ed essere felici.

Errore: se le persone fossero sincere, direbbero praticamente tutte che sono a caccia di soldi. I soldi sono la maledizione del genere umano. Sono la causa primaria di ogni cosa nefasta accade.

Io li odio i soldi. Ne avessi il potere, li abolirei con un gesto.
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: Skianta - Settembre 01, 2008, 20:35:51 Lun
Ciao Matteo,

io la rabbia l'ho sempre controllata, altrimenti adesso sarei in galera quale pluriomicida.  Penso che però la soluzione non stia nel controllo della rabbia, ma nella conversione della stessa in un altra forma di energia. Trasformare la rabbia o non farla sorgere. Io spesso convertivo tutto in rabbia, per delle piccole cose mi saliva una rabbia scommisurata. Oggi invece riesco, ma solo in parte, a convertirla in energia o strategia; altre volte riesco a riderci sopra su cose che prima mi facevano arrabbiare. Altre volte, magari non riesco a riderci, ma riesco a farmele scivolare addosso, pertanto a non far generare la rabbia.

Non è solo la rabbia un comune denominatore di molti grappolati.

E' anche il perfezionismo. L' iperattività, spesso per dimostrare qualcosa agli altri o a noi stessi. (e questo è un loop, un circolo vizioso). Spesso troppo spesso, non ci concediamo il tempo per vivere il tempo per noi stessi.

Ecco che allora olisticamente parlando, la CH che siamo noi, ci costringe a farlo. Quanto meno ci costringe a fermarci e ad interrogarci. Forse vedendola con questi occhi diventa la nostra più grande alleata, la nostra più grande intelligenza

Io credo comunque di eseere solo all'inizio di un percorso, di aver fatto solo un primo passo, e di avere un lungo cammino in salita, perchè fino ad adesso probabilmente ho sbagliato tutto nella vita.

In primis, con le disgrazie che mi sono capitate ho vissuto per anni nel passato, nella sefferenza, e questa si è radicata.


Skianta, hai ragione, non è che Osho, la meditazione o chichesia facciano passare la ch, ma quella rabbia dentro che accomuna tanti di noi in questa cosa....è quello che vorrei riuscire a capire,a controllarla.
Cmq, spero che un giorno c incontriamo così ne parliamo da vicino se ti va.
Ok
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: gir_matteo - Settembre 03, 2008, 13:11:41 Mer
Caro Davide ti ringrazio per la tua testimonianza e per esserti lasciato andare. Credo che la strada della confidenza sia quella su cui dobbiamo lavorare, quando ognuno di noi se la sente di farlo è ovvio.
Sicuramente è più facile dire quanti farmaci assumiamo piuttosto che parlare di terapie alternative.

Non posso che essere daccordo con te su tutto quanto hai scritto: la meditazione e la conoscenza del proprio Io più profondo è alla base di tutto e quarda caso è presente in tutte le medicine orientali. Può portare al controllo delle proprie emozioni, del prorio corpo e del dolore, può portare al controllo del Prana.
Naturale conseguenza del raggiungimento di questa condizione di consapevolezza è poter controllare e dirigere le proprie energie.
Questo non significa essere immortali, nè che sia facile seguire questa strada.

Ciao e grazie ancora

Teo
Titolo: Re: Riflessioni
Inserito da: evi - Settembre 27, 2008, 23:56:07 Sab
Come ho già raccontato fino alla nausea, io sono stata in Depressione Maggiore grave per molti anni consecutivi, quand'ero molto giovane.
Bene - anzi male-, il presente era semplicemente come essere vivi e bruciare già tra le fiamme dell'Inferno, il futuro era "tanto muoio tra poco...", il passato dolore colpa fallimento espiazione e lordura... Tutto generava in me angoscia, tutto, il mio cervello o la mia mente erano miracolosamente abili nello scovare in qualunque cosa aspetti tanto negativi da assumere dimensioni catastrofiche .
Cambiare strada ed atteggiamento, uscire da quell'inferno, lo capite bene, ha comportato una lotta interna durissima difficile lenta atroce complessa - le soluzioni non sono semplci, è il mio parere, sono in qualche misura semplificabili-.
Bene, per riuscire sono andata alla ricerca di modelli, ed ecco uno scoperto del tutto casualmente: una "storiella" zen, che racconta di un monaco il quale si inoltra nella giungla e viene inseguito da una tigre famelica; corre corre e si ritrova con la tigre alle spalle e davanti un dirupo; cade nel dirupo ma riesce fortunatamente ad interrompere la caduta appigliandosi ad un ramo sporgente, ad ogni modo troppo esile per poterlo reggere a lungo...sotto di sè, poi, ecco che vede un'altra tigre famelica; sembrerebbe non avere alcuno scampo...e cosa fa allora? si sporge, perchè ha visto un frutto bellissimo e maturo su di un ramo vicino e coglie il frutto...la morale è: "com'era buono quel frutto!!!"
Ho desiderato per anni aderire a quel modello dal quale mi sentivo lontanissima, ed ecco che un giorno -ero già fuori dalla Depressione Maggiore -, mentre cucinavo, uscii sul balcone a raccogliere, in fretta e furia, delle foglie di basilico per il sugo. Stavo male, tutti i muscoli del mio corpo erano doloranti, ed ero molto angosciata, perchè mia madre aveva un cancro devastante ed io ero costretta in quel periodo a stare a guardare ed aspettare che fosse completata la stadiazione della malattia e dunque decisa l'eventuale terapia. Bene, mi fermai a guardare, su quel balcone: all'ora in cui tutti pranzavano, rumore di stoviglie, voci di donne e di bambini, cielo terso, solo poche nuvole di un candore abbagliante, la bellezza degli alberi del giardino, le piante curate dai miei genitori, una farfalla bianca, le gazze, i gatti del cortile...tutto era bello, la vita era bella..."Ah..." mi dissi, "però...la vita è così bella!!!"  E chiusi gli occhi, godendo quella bellezza. Avevo colto quel frutto e capito, almeno in minima misura, la lezione. "Carpe diem", credo si possa anche dire. E' una lezione di fondamentale importanza, che integra altri, altrettanto importanti, insegnamenti.

Questa capacità di riconoscere apprezzare e godere la bellezza ed il piacere di vivere - nel presente, e quando altro? - è di fondamentale inportanza per chi, come me, è particolarmente vulnerabile ad una patologia come la D. M., e concordo pienamente con te, Davide, quando parli di relazione "biunivoca" tra mente e cervello, per dirla con parole mie.
In effetti io non sono più ricaduta in forme depressive gravi dopo essere faticosamente riemersa sal primo episodio...e vabbè che in genere la D. M. si risolve spontaneamente ma...intanto tende a recidivare, intanto quasi mai si torna quelli di prima ( mi riferisco alla condizione di benessere ) ed intanto io avevo quattordici anni quando era cominciata, venticinque quando potevo dirmene realmente fuori...voi capite...è notevole davvero che non ci sia ricaduta!!! Considerate poi che mia madre è morta un anno dopo la mia remissione!!!
Ovvero: l'atteggiamento mentale, l'attitudine di pensiero - ma non di "mero" pensiero si tratta - è importantissima.

Ma rispetto alla CH, quale influenza può avere?

Miska qualche giorno fa ha "travagliato" per cinque ore, poi ha fatto l'imigran, il dolore è passato, si è sentita felice, ha festeggiato. Questo è il suo atteggiamento, e sono due anni che soffre di CH ed, ahinoi, temo non ne sia guarita.
Io quando sono stata male, nelle poche ore al giorno libere dal dolore ero così pimpante, desiderosa di vivere e felice di essere al mondo che il mio medico curante e le mie amiche mi vedevano "benissimo"...ma stavo ugualmente male da cani ogni notte e per gran parte del giorno...
Non ci pensavo, ve lo assicuro, me ne dimenticavo all'istante...fatto per molti aspetti negativo, perchè ha fatto sì che tardassi a rivolgermi ad un centro specializzato eccetera...

Sto semplificando? Certo! Tuttavia, ecco, un'altro indizio a favore dell'idea che non sia affatto semplice indagare la relazione biunivoca tra vissuto mentale/emotivo e CH...

Ad ogni modo, Davide, non soltanto ti sono molto grata per le tue riflessioni ma sento il dovere di aggiungere che trovo questo indirizzo di ricerca molto molto promettente, non solo o non tanto per la CH, quanto per tutte quelle patologie in cui gioca un ruolo fondamentale la mediazione del sistema neuroendocrino e/o immunitario.
Come il cancro, come le malattie autoimmunitarie, per dirne molte...

E poichè vivere bene fa bene, CH o non CH, continuiamo ad addentrarci in questi sentieri, purchè ci conducano ad ameni luoghi...

                                                                                                                                        :) Evi